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Postazione

La postazione di lavoro: i tre consumi che nessuno somma

Quando ci chiedono di rifare le postazioni di un ufficio, la domanda che arriva è sempre sul computer: quanto consuma, quale conviene. È la domanda giusta fatta a un terzo del problema.

Una postazione non è un computer. È un computer, uno o due monitor e una coda di cose attaccate alla stessa ciabatta — e i tre pezzi si comportano in modo molto diverso. Il primo consuma a scatti, il secondo consuma sempre uguale, il terzo consuma quando in ufficio non c'è nessuno.

1. Il computer: consuma a scatti, non in continuo

Un desktop da ufficio con processore a basso consumo sta intorno ai 20-30 W mentre si lavora su documenti, posta e gestionale: è il carico vero di una giornata normale, non il picco da scheda tecnica. Quel picco — 90, 120 W — si raggiunge per pochi secondi all'avvio o durante un aggiornamento, e poi la macchina torna giù.

È il motivo per cui il numero sulla scatola dice poco: è l'alimentatore che può erogare, non quello che la macchina assorbe. Un mini PC moderno lavora tutto il giorno sotto i 30 W e la differenza rispetto a un desktop di sei anni fa non è nella velocità, è nel fatto che il vecchio quei watt li teneva fissi anche fermo.

2. Il monitor: consuma sempre uguale, e sono due

Qui cambia tutto. Un monitor da 24 pollici sta fra i 15 e i 25 W, ma con una differenza sostanziale: non ha scatti. Finché è acceso, consuma. E quasi nessuno ne ha più uno solo.

Due monitor da 24 pollici a luminosità di fabbrica sono circa 40 W costanti per otto ore. Sono più del computer che li pilota. La luminosità di fabbrica, poi, è tarata per un negozio illuminato a giorno: in un ufficio normale si può abbassare di parecchio senza accorgersene, e la luminosità è la voce che pesa di più sul consumo di un pannello.

3. Quello che resta acceso quando non c'è nessuno

È la parte che non guarda mai nessuno, perché di giorno non si vede.

  • Il monitor in standby assorbe meno di 1 W, ma per sedici ore al giorno, tutti i giorni, festivi compresi.
  • L'alimentatore del portatile lasciato nella presa continua a consumare anche a batteria piena.
  • Le ciabatte con l'interruttore luminoso, i caricatori, gli hub USB: ognuno è un'inezia, e sono venti per ufficio.
  • I computer mai spenti — quelli che «tanto domattina è più veloce» — sono la voce singola più pesante di tutte.

Il conto che nessuno fa

Mettiamoli in fila, per una postazione da otto ore: 25 W di computer + 40 W di due monitor sono 65 W durante il lavoro, cioè poco più di mezzo kilowattora al giorno. Le altre sedici ore, con lo standby e i caricatori attaccati, ne aggiungono una frazione piccola ma continua.

Su dieci postazioni, in un anno lavorativo, si arriva intorno ai 1.300-1.500 kWh. Non è una cifra che manda in crisi un'azienda: è una cifra che in bolletta c'è già, distribuita su dodici mesi, e che nessuno ha mai visto perché non è mai stata scritta su una riga sola.

E la parte interessante è che due terzi di quel numero sono monitor e standby — cioè le due voci su cui non si decide niente quando si comprano i computer nuovi.

Perché il noleggio cambia questo conto

Chi compra una postazione la tiene finché va: sette, otto anni, con l'hardware che continua a bere quello che beveva nel 2018. Nel noleggio la macchina torna indietro a scadenza — viene ricondizionata e rimessa in circolo, oppure smontata per recuperarne i materiali — e al suo posto arriva una generazione che a parità di lavoro consuma meno.

Non è una scelta ambientale contro una economica: è la stessa scelta vista da due lati. Ciò che non diventa rifiuto è anche ciò che non si ricompra, e ciò che consuma la metà non chiede di cambiare come si lavora.

Vuoi sapere quanto pesano davvero le postazioni del tuo ufficio? Facciamo il conto sulle macchine che hai adesso, non su un listino: scrivici.